Credit Manager Mizuya: “Fatturazione elettronica per tutti! Update precompilato 2021”

Credit Manager Mizuya: “Fatturazione elettronica per tutti! Update precompilato 2021”

Siamo oramai abituati ad inviare le nostre fatture B2B, B2C, e verso la Pubblica Amministrazione (PA) in formato elettronico, chi utilizzando i propri sistemi, chi avvalendosi dei differenti provider on line a partire dai più noti con funzionalità semplici ed intuitive o tramite piattaforme professionali con capacità di archiviazione e di tracciabilità delle nostre fatture.

Ma tutto questo non esime il committente ed emittente dal dover valutare tutta una serie di aspetti nella compilazione della fatturazione, aspetti senza i quali la fattura rischia di essere respinta dal SDI (Sistema di interscambio) oppure respinta dall’ente ricevente nel caso di fatturazione verso la PA.
Quindi è sufficiente compilare i campi valore, codice articolo e poco altro per essere in regola con l’agenzia delle entrate e poter incassare le fatture senza ritardi?

A breve diventerà obbligatorio il nuovo formato fattura xml 1.6.1., approvato in aprile 2020, entrato in fase di sperimentazione ad ottobre e che diventerà obbligatorio dall’inizio del prossimo anno.
Il nuovo formato prevede 4 nuovi codici per il campo “dati generali documento”, 18 codici per il campo “tipo documento” (non basterà più inserire TD01 per le fatture e TD04 per le note credito), ed infine sono stati integrati i campi “Descrizione dell’operazione” che ha ben 21 codici (in base al tipo di esenzione e di non imponibilità ai fini IVA).

L’introduzione forse più importante riguarda il “reverse charge” infatti  le nuove specifiche tecniche della fattura elettronica permettono una serie di semplificazioni, per quanto riguarda le procedure di integrazione delle fattura legate all’applicazione di tale meccanismo.
Si tratta, in particolare, delle disposizioni legate al comma 5 dell’art. 17 del DPR  633/72 che impongono al cessionario/committente di integrare il documento (fattura) emesso dal cedente/prestatore con l’indicazione:

  • Dell’aliquota IVA;
  • Dell’imposta.

Tale procedura risulta essere propedeutica alla successiva annotazione del documento nei registri IVA delle fatture di acquisto.

Tutti i dati aggiuntivi della nuova versione consentiranno all’Agenzia delle Entrate di predisporre la Dichiarazioni IVA Precompilata. 

Le nuove specifiche obbligano tutte le imprese a tracciare con precisione le diverse operazioni da fatturare per l’utilizzo dei codici corretti. Un esempio semplice può essere la fattura differita che se inviata entro 12 giorni ha un codice, se inviata successivamente ne ha un altro.

In aggiunta alle nuove regole, bisognerà prestare maggiore attenzione a quelle già esistenti per esempio le fatture non accettate dal SDI, bisognerà rinviarle entro 5 giorni diversamente saranno da stornare e riemettere.

C’è un capitolo speciale da dedicare alla Pubblica Amministrazione, infatti a partire dal nuovo anno sarà obbligatorio riportare i seguenti campi d’ordine: numero ordine PA, data ordine ed Endpoint (codice che identifica l’ufficio ordinante), pena? la mancata liquidazione e successiva certificazione delle fatture.

Fortuna vuole che il ministero dell’economia e finanze, sia intervenuto con il DM 132 dell’agosto 2020 per dirimere le diverse questione sorte sui gli innumerevoli casi di fatture respinte dalla PA per i più svariati motivi, sancendo che:

Le pubbliche Amministrazioni non possono rifiutare le fatture elettroniche al di fuori de seguenti casi:

  • fattura elettronica riferita ad una operazione che non è stata posta in essere in favore del soggetto destinatario della trasmissione;
  • omessa o errata indicazione del Codice Identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP) da riportare in fattura;
  • omessa o errata indicazione del codice di repertorio da riportare in fattura (DM 21 dicembre 2009);
  • omessa o errata indicazione del codice di Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura (DM 20 dicembre 2017 e circolare 2/E/2018);
  • omessa o errata indicazione del numero e data della Determinazione Dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.

Si ricorda, infine, che le PA devono accettare le fatture nei casi in cui gli elementi informativi possono essere corretti mediante le procedure di variazione con le note di credito di cui all’articolo 26 DPR 633/1972.

Tutto questo, oltre che sull’aspetto fiscale e contabile, inevitabilmente impatta sulla finanza dell’impresa che per tale motivo deve prevenire gli eventuali errori od omissioni in fattura e seguire in modo rigoroso tutti i processi della fatturazione fino alla registrazione dell’incasso, al fine di individuare in modo tempestivo gli eventuali motivi di contestazione o mancata liquidazione dei documenti di vendita.

Quindi, buona fattura a tutti!

Haruki



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