Credit Manager Mizuya: “La Digitalizzazione dei processi di vendita verso la PA”

Credit Manager Mizuya: “La Digitalizzazione dei processi di vendita verso la PA”

Il processo di digitalizzazione degli ordini verso gli enti pubblici si completerà con l’inizio del 2022. Infatti, la Pubblica Amministrazione (P.A.) dovrà processare ogni tipo d’ordine (acquisto di beni e servizi) in via telematica tramite il Nodo Smistamenti Ordini (NSO), e decadranno le deroghe in corso d’anno.

Per i fornitori sarà quindi obbligatorio inserire nelle fatture elettroniche la cosiddetta “tripletta” (numero d’ordine elettronico, data ordine ed Endpoint che identifica la destinazione merce), pena la mancata liquidazione delle fatture da parte dell’ente cliente, che non ha alcun obbligo nel comunicare al fornitore il motivo della mancata liquidazione, anche se ha la facoltà, in base alle normative vigenti, di rifiutare la fattura in fase di ricezione.

Lo scenario previsto dal legislatore nel 2018 prenderà così forma definitiva, anche se non sembra che tutti gli enti pubblici siano pronti, soprattutto per l’invio degli ordini inerenti ad alcune tipologie di acquisti e servizi, tra cui canoni di noleggio, conti deposito e visioni.

Alcune P.A. si sono attrezzate con l’invio degli ordini cosiddetti di “conferma” che vengono inviati ai fornitori successivamente alla fatturazione dei servizi con la conseguenza di posticipare la liquidazione e il successivo pagamento delle fatture. Infatti, i termini di pagamento decorrono dal momento che l’ordine di conferma viene agganciato alle fatture emesse.

Infine, alcuni enti sembrano essere ancora sordi alle nuove normative e tardano a adeguarsi alla digitalizzazione del flusso degli ordini.

Fax, e-mail, conferme telefoniche in alcuni casi, fortunatamente rari, sono ancora i mezzi utilizzati per comunicare le proprie necessità di approvvigionamento, soprattutto quando gli ordini vengono gestiti dai diversi distretti territoriali.

Il primo di gennaio dovrà porre fine alle cattive abitudini di questi pochi enti, che non considerano che il flusso telematico order to cash deve essere unico e uguale per tutte le P.A. a livello nazionale e che non concede alcuna eccezione. La mancata tripletta in fattura infatti impedisce l’interfaccio delle diverse piattaforme pubbliche (NSO per gli ordini, SDI per la fatturazione, SIOPE per la gestione della tesoreria e PCC piattaforma per la certificazione dei crediti), impedendo di fatto il ciclo virtuoso che la ragioneria di stato ha creato in questi anni.

Le associazioni di categorie e le diverse società informatiche che hanno partecipato ai tavoli di lavoro voluti dall0 stato per implementare il Nodo Smistamento Ordini, non sanno dare una risposta univoca alle domande poste dai fornitori proprio per le problematiche sopra scritte, suggerendo alcune soluzioni che però sono in disaccordo tra loro.

Esiste un tipo d’ordine cosiddetto “pre-concordato” che consente al fornitore di inviare l’ordine al posto del cliente, il quale deve solo accettarlo, previo accordo scritto (consenso scritto via e-mail, o con clausole contrattuali).

Tale soluzione però viene ben vista da alcune associazioni d’impresa, mentre società IT che hanno implementato i sistemi informatici per la P.A., sconsigliano tale strumento in quanto quasi nessuna azienda sanitaria è in grado di gestire questa tipologia d’ordine.

Quindi unica soluzione condivisa è il buon senso e dal momento che soluzioni fantasiose non potranno essere accettate dal 2022, suggeriscono caldamente il colloquio diretto con i clienti sollecitando gli ordini in formato elettronico.

Molte aziende private si sono mosse in tal senso, cercando di fornire al cliente tutti dettagli dei servizi erogati in tempi stretti e consentendo al cliente di formalizzare ordini puntuali con i dettagli essenziali avendo già fatto i controlli a monte.

Per mia esperienza diretta, segnalo che alcuni enti pubblici sembrano non essere ancora in grado di adeguarsi alla normativa, per cui sarà davvero difficoltoso continuare con la fatturazione puntuale, dovendo attendere per un tempo ancora non definito che questi clienti si allineino agli obblighi vigenti.

In questi casi, se l’ente pubblico fosse un cliente “normale”, sarebbe corretto bloccare le forniture obbligandolo ad attenersi alle nuove regole. Ma per la maggior parte dei beni/servizi erogati, l’interruzione delle forniture, implica la sospensione del servizio pubblico con conseguenti responsabilità civili e penali per chi ha interrotto il servizio, cioè il fornitore.

Concludo ricordando che lo Stato oltre a modernizzare il servizio pubblico verso il cittadino, deve adeguarsi agli standard europei per i pagamenti verso i fornitori e la Comunità Europea non tollererà ancora per molto i ritardi cronici della P.A., con il conseguente rischio di salate sanzioni.

Ricordo inoltre che in questo periodo di rilancio dell’economia del paese, il SSN (Servizio Sanitario Nazionale) è tra i primi clienti a livello nazionale per il sistema imprese, e che la Sanità è un capitolo fondamentale dell’attuale PNRR.

Le aziende private negli ultimi anni stanno diventando sempre più virtuose, acquisendo nuove conoscenze e nuove professionalità ed investendo a loro volta nei processi organizzativi e di aggiornamento dei sistemi informatici e di digitalizzazione, coscienti dei nuovi scenari e delle necessità di adeguarsi alle richieste del mercato ed è corretto attendersi la stessa professionalità dal mondo del pubblico.

Haruki



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