Credit Manager Mizuya: “Ancora impatti del Covid nei bilanci delle Imprese italiane?”

Credit Manager Mizuya: “Ancora impatti del Covid nei bilanci delle Imprese italiane?”

Anche se il peggio della pandemia sembra ormai alle spalle e lo stato di emergenza non sarà prorogato dopo il 31 marzo 2022, i bilanci 2021 di molte PMI italiane saranno ancora impattati dagli effetti del Covid.

Per questo motivo, la legge di conversione del decreto Milleproroghe (Dl 228/2021) ha previsto la proroga al 2021 delle norme relative alla sospensione degli ammortamenti e all’obbligo di ripianamento delle perdite che hanno trovato applicazione già nei bilanci 2020.

In particolare, riguardo agli ammortamenti, il decreto Milleproroghe (Dl 228/2021) ha stabilito che la norma è applicabile anche alla redazione dei bilanci dell’esercizio successivo a quello in corso al 15 agosto 2020, indipendentemente da quanto fatto lo scorso anno.

In questo modo, contrariamente a quanto inizialmente previsto dalla Legge di Bilancio 2022 che limitava la sospensione degli ammortamenti alle sole imprese che nel 2020 «non hanno effettuato il 100% dell’ammortamento annuo delle immobilizzazioni materiali ed immateriali», si possono adottare le stesse regole previste per il 2020.

Le aziende possono decidere se sospendere gli ammortamenti solo parzialmente o totalmente. In ogni caso, devono illustrare le motivazioni a supporto della loro scelta nella nota integrativa secondo quanto previsto dall’ OIC 9/2021.

Nel caso di aziende che hanno applicato la sospensione sia nel 2020 sia nel 2021, rinviando la quota 2020 al bilancio 2022 e quella del 2021 al bilancio 2023, il piano di ammortamento risulta, di fatto, allungato di due anni. Questo slittamento presuppone che la vita utile del bene possa allungarsi di pari durata. In caso contrario, qualora, ad esempio, la vita utile non possa estendersi per vincoli contrattuali, tecnici o legislativi, questa rimane inalterata, ma si modifica la quota di ammortamento degli anni successivi secondo quanto illustrato nell’ OIC 9/2021 paragrafo 11.

La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha, inoltre, prorogato le norme di cui all’articolo 6 del Decreto Liquidità (DL 23 del 2020) in materia di perdite. Viene, così, fissato il 31 dicembre 2021 come nuova data di riferimento della disposizione del Dl 23/2020 che aveva sospeso le norme su ricapitalizzazione e cause di scioglimento in presenza di perdite superiori a un terzo del capitale nel bilancio dell’esercizio 2020.

Analogamente a quanto accaduto nel 2020, anche nella chiusura del bilancio 2021, qualora la perdita di oltre un terzo sia tale da portare il capitale al di sotto del minimo legale, gli amministratori hanno l’obbligo di convocare l’assemblea, la quale potrà decidere se ricostituire subito il capitale sociale o rinviarne la ricostituzione fino alla approvazione del bilancio del quinto esercizio successivo a quello in cui le perdite si sono manifestato (2026).  Spetterà, poi, all’assemblea che approverà il bilancio 2026 deliberare di conseguenza.

Resta fermo l’obbligo degli amministratori di convocare “senza indugio” l’assemblea per informare i soci circa la situazione. Spetterà, poi, a loro ogni decisione conseguente.

Resta, inoltre, in vigore il divieto di distribuzione di utili in caso di perdita del capitale sociale, fino a che il capitale non sia stato reintegrato o ridotto (articolo 2433, comma 3, del Codice civile).

Nel bilancio 2021 e in quelli successivi fino al 2026 (periodo in cui si applica il regime di sospensione), la nota integrativa dovrà evidenziare in modo separato le perdite congelate con indicazione della loro origine e delle movimentazioni intervenute. Analogamente andrà fatto per le perdite 2020, laddove anche lo scorso anno ci si sia avvalsi della norma.

Daniela Tabasco
nome in codice Wanderlust

Credit Manager Mizuya



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