CREDIT MANAGER MIZUYA: IL RATING ESG SARA’ IL BOOSTER PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE

CREDIT MANAGER MIZUYA: IL RATING ESG SARA’ IL BOOSTER PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE

Lo scorso gennaio, prima dell’avvento del Covid-19, la Commissione Europea si accingeva a definire le linee guida con cui poter avviare un percorso “green” per tutti gli Stati membri.

Stava prendendo forma un maxi-progetto per circa mille miliardi di investimenti solo nei prossimi dieci anni.

Di questi progetti, 100 dovevano essere destinati alla riconversione economica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti.

L’ambizioso piano mirava a rendere il Vecchio continente carbon-neutral entro il 2050 radicando le proprie basi su cinque azioni chiave, come decarbonizzazione, efficienza e riconversione.

il progetto prevedeva regole meno stringenti sugli aiuti di Stato per gli interventi pubblici nei settori eco-sostenibili.

Il pilastro finanziario del nuovo piano era rappresentato da un nuovo Fondo per la transizione giusta, un meccanismo creato per attutire i costi economici e sociali della riconversione energetica nelle aree più dipendenti dalle industrie inquinanti.

Dei 100 miliardi che la Ue contava di mobilitare entro il 2027, all’Italia dovevano arrivare 4 miliardi, contro i 10 miliardi attesi dalla Polonia, gli 8 della Germania, i 6 della Spagna e i 5 miliardi della Grecia.

Alcune anticipazioni indicavano come la Commissione intendeva dedicare almeno il 25% del bilancio Ue per investimenti in settori “verdi”, cioè 485 miliardi dal 2020 al 2030. A questa cifra se ne dovevano aggiungere altri 115 miliardi previsti dal cofinanziamento nazionale nel quadro dei vari programmi legati ai fondi strutturali europei. A completamento del reperimento delle risorse finanziarie gli Stati avrebbero potuto contare anche sui finanziamenti della Banca europea degli investimenti e dai privati attraverso il piano “InvestEU”.

Nello stesso periodo si stava diffondendo sempre più il concetto di ESG: Environmental, Social, Governance. Utilizzato in ambito economico/finanziario con lo scopo di inquadrare tutte quelle attività legate all’investimento responsabile (IR) che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance, per l’appunto.

L’ESG include valutazioni più qualitative, con una valutazione su una scala che va da 1 a 100. Maggiore il punteggio più alto il profilo di sostenibilità, ovvero la capacità di saper gestire attivamente i rischi e le opportunità Esg a lungo termine.

Già nel 2019 si era diffusa una tendenza, tra diversi investitori istituzionali mondiali, ad indirizzare la propria

attenzione esclusivamente sui rendimenti finanziari e sui fondamentali di un determinato settore o azienda con particolare attenzione ai fattori ESG. Favorita anche dalla spinta dei Millennials, la crescita della domanda è considerata inarrestabile e la gamma di prodotti offerti sempre più varia anche per quanto riguarda l’asset class obbligazionaria.

L’approccio degli Investitori istituzionali prevede una integrazione ai tradizionali processi di analisi e selezione con nuovi elementi e tra questi i più conosciuti sono il Bilancio sociale, Report CSR – Rendiconto della Corporate Social Responsibility.

Poi l’avvento del COVID-19…..

La pandemia ha accentuato l’attenzione sulla S, l’aspetto sociale, mostrando come uno dei fattori dell’Esg possa tradursi in un effetto dirompente senza precedente sulle economie mondiali . La pandemia ha reso più rilevante una solida gestione dell’Esg data l’enfasi sulla tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti e della comunità, sulla gestione dei cambiamenti nel lavoro e nei consumi.

Questo comporta una maggiore sensibilità per gli investitori che sono alla ricerca di società ben posizionate per resistere alla tempesta, e società basate su principi Esg, come quelle capaci di affrontare gli eventi imprevedibili e rari. Imprese che sappiano mostrare la capacità di restare resilienti nell’attuale scenario di mercato, con un approccio incentrato sugli stakeholder e strutture di governance reattive, che contribuiscono alle performance su tutti i fronti Esg.

Chi è carente in termini di strategia e leadership potrebbe soffrire nelle performance di lungo periodo.

Le emissioni di Social Bond sono più che quadruplicate da inizio anno, e questo a testimoniare come la pandemia abbia spinto l’interesse verso la finanza sostenibile. Si prevede che entro fine 2020 i Social Bond emergeranno come il segmento in più rapida crescita nel mercato del debito sostenibile, finanziando progetti con obiettivi prevalentemente sociali per rispondere alle richieste delle comunità.

Questo trend di crescita, appare superiore a quella dei Green Bond, fornendo una importante alternativa di diversificazione degli obiettivi di sostenibilità perseguiti dagli investitori.

L’Icma, International capital market association, ha aggiornato a inizio giugno i Social Bond Principles ampliando le categorie di progetti sociali e le popolazioni target, questo incoraggierà maggiori emissioni e maggiore trasparenza, contro tentativi di social washing, operazioni di pura immagine.

Il Green Deal potrà dare impulso alla crescita a lungo termine dell’Unione Europea.

La BCE prevede che dal prossimo 2021 accetterà le obbligazioni societarie con cedole annuali legate alla sostenibilità ambientale come collaterali (garanzie) sia per le operazioni di credito dell’Eurosistema sia nell’ambito delle operazioni di politica monetaria (Piani QE), a condizione che rispettino tutti gli altri criteri di idoneità.

Le cedole annuali dovranno essere collegate ad un obiettivo ambientale o ad uno o più Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite relativi al cambiamento climatico o al degrado ambientale.

La tendenza sarà nel permettere ai green bond di entrare a tutti gli effetti tra gli asset che il sistema finanziario può portare a garanzia nelle proprie operazioni di rifinanziamento.

I fattori ESG avranno un impatto anche nel rating creditizio.

Potranno influenzare i rating se sono materiali e visibili e a seconda dell’interazione con altri fattori di rating, come liquidità, politiche finanziarie e di crescita, ecc. Talvolta gli impatti negativi dei rischi ESG sono compensati da fattori attenuanti, come posizioni competitive e bilanci solidi.

I fattori ESG rappresentano una opportunità di business per le imprese, con conseguente innalzamento del rating. Alcuni fattori ESG  hanno una maggiore influenza. La governance è un elemento importante nel rating. Molte società, anche rilevanti a livello internazionale hanno visto precluso un ritorno al giudizio investment grade affidabilità, in assenza di miglioramenti della governance e del profilo finanziario. E non tutti i settori sono uguali: l’oil & gas ad esempio è più colpito dai rischi ambientali rispetto alla tecnologia o ai servizi alle imprese.

 

Zenigata



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