CREDIT MANAGER MIZUYA: LE IMPRESE AVRANNO SENTITO LA CAMPANELLA DEL PRIMO GIORNO DI SCUOLA?

CREDIT MANAGER MIZUYA: LE IMPRESE AVRANNO SENTITO LA CAMPANELLA DEL PRIMO GIORNO DI SCUOLA?

Driiiiiiinnnnnn Driiiiinnnnnn….è il suono della campanella che sentiranno tutti gli alunni nel loro primo giorno di scuola….è un suono che ti riporta al passato….a quando eri piccolo…al termine delle vacanze estive…arrivava il giorno….e che giorno…”il primo giorno di scuola”….eri in attesa…emozionato…impaurito…avanti all’ingresso della tua scuola…in attesa di questo suono…univoco…inconfondibile…era “il segnale” di un nuovo “inizio”…. nuova scuola, nuovi compagni di classe…nuove materie….dove sarò seduto in classe? in quale banco: vicino la cattedra o in fondo?…il primo giorno di scuola ha sempre rappresentato uno “scatto di crescita” per tutti noi…personale e relazionale….

Ma le Imprese italiane, prestando la giusta attenzione, stanno sentendo la campanella, quella della ripartenza e del restart?

La nota mensile pubblicata la scorsa settimana dall’ISTAT sullo stato dell’economia italiana ci segnala come gradualmente l’economia mondiale abbia invertito la sua tendenza mostrando un lieve miglioramento. Comparare i dati di periodo rispetto a quelli rilevati nel corso del lockdown potrebbe essere fuorviante ed eccessivamente ottimistico: è quindi doveroso approcciare ed interpretare i dati con la massima prudenza.

Nel secondo trimestre, il prodotto interno lordo (Pil) ha registrato un calo senza precedenti (-12,8% rispetto al primo trimestre) condizionato negativamente sia dalla domanda interna (-9,5 punti percentuali) sia da quella estera netta (-2,4 punti percentuali), con una riduzione maggiore nel comparto delle esportazioni (-26,4%) rispetto a quella delle importazioni (-20,5%).

La contrazione della domanda interna è stata determinata dalla riduzione dei consumi (-8,7%), condizionati dalla contrazione di acquisti di beni durevoli (-21,4%) e servizi (-15,8%), e degli investimenti (-14,9%), con significative riduzioni diffuse tra le tipologie a eccezione di quelli in proprietà intellettuale (-0,9%).

Nel periodo del lockdown il valore aggiunto è “crollato” in tutti i settori economici: -22% nelle costruzioni, -19,8% nell’industria in senso stretto e -11,0% nei servizi. L’impatto dei vari provvedimenti contenuti nei DPCM emanati nel corso del periodo risulta essere stato positivo al punto di aver creato i presupposti per  una ripresa a maggio e giugno per la produzione industriale e gli ordinativi della manifattura e le vendite al dettaglio.

Il commercio estero ha confermato il cambio di tendenza post-covid: le vendite all’estero sono aumentate del 14,4% su base congiunturale (+35,2% a maggio), riportando forti incrementi sia verso i mercati Ue (+13,3%) sia verso quelli extra-Ue (+15,6%) e interessando tutte le principali categorie di beni, in particolare quelli strumentali (+23,6%) e quelli intermedi (+10,2%). Così anche le importazioni che hanno mostrato un ulteriore miglioramento (+16,1% da +6,1% a maggio), a cui ha contribuito in particolare l’aumento degli acquisti provenienti dai paesi extra-Ue con una crescita diffusa tra le principali tipologie di beni.

In crescita sia il clima di fiducia dei consumatori (da 100,1 a 100,8) e sia dell’indice del clima di fiducia delle imprese (sale da 77,0 a 80,8).

Tra le componenti del clima di fiducia dei consumatori, il clima economico registra l’aumento più marcato (da 85,9 a 90,1). In ascesa il clima corrente (da 97,3 a 98,1) ed il clima futuro (da 104,3 a 105,3); solo la componente personale diminuisce lievemente (da 105,2 a 104,9).

Con riferimento alle imprese, le stime evidenziano un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori ma con specifiche intensità. Nell’industria l’indice di fiducia del settore manifatturiero sale (da 85,3 a 86,1)  nelle costruzioni aumenta (da 129,7 a 132,6). Per il comparto dei servizi, si evidenzia una dinamica positiva decisamente più marcata: nei servizi di mercato l’indice sale (da 66,0 a 74,7) e nel commercio al dettaglio aumenta (da 86,7 a 94,0).

Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese di produzione sono in calo. Le scorte di prodotti finiti sono giudicate in lieve accumulo rispetto al periodo precedente. Per le costruzioni, l’aumento dell’indice è trainato da un deciso miglioramento delle attese sull’occupazione presso l’impresa, mentre i giudizi sugli ordini si deteriorano.

Nei servizi di mercato migliorano sia i giudizi sugli ordini sia quelli sull’andamento degli affari.

Nel commercio al dettaglio migliorano tutte le componenti dell’indice. A livello di circuito distributivo, la fiducia aumenta marcatamente nella grande distribuzione mentre nella distribuzione tradizionale l’incremento è più contenuto.

Se le Imprese italiane riusciranno a capire come è mutato il loro mercato, a come adeguare il proprio modello di business, la propria organizzazione interna e le nuove competenze di cui dover disporre, anche esterne, certamente riusciranno a “salire”  sulla ripresa…..ma per farlo…..

…dovranno vivere ogni giorno…come se fosse il “primo giorno di scuola”….

….far tesoro delle competenze fino ad oggi maturate….e proseguire con umiltà…con consapevolezza…lungimiranza….concentrazione….tenacia….un profondo senso dell’etica….una quasi maniacale attenzione ai dettagli…disciplina…senso del dovere…e poi…perchè non basta mai…la fiducia…si si…hai letto bene…fiducia in se stessi e nelle proprie competenze…come anche  negli altri…coloro con cui lavoreranno…”seduti vicini nello stesso banco”….

Zenigata