Credit Manager Mizuya: “Le Imprese…gli Italiani….e le sfide post Covid 19”

Credit Manager Mizuya: “Le Imprese…gli Italiani….e le sfide post Covid 19”

Quando usciremo dalla pandemia che mondo troveremo? Quali nuove sfide dovranno affrontare le imprese?

Il discorso per la fiducia alle camere del Presidente del Consiglio Mario Draghi ha evidenziato il momento delicato in cui ci troviamo e le nuove sfide che il governo e tutti gli attori privati: imprese e cittadini, dovranno affrontare nel prossimo futuro.

Sono stati citati tra i punti fondamentali: l’ambiente, l’attenzione alle prossime generazioni, l’innovazione tecnologica, la scuola e la riforma della sanità.

Soffermandoci su questo ultimo punto, sulla base dell’esperienza trascorsa nel 2020, il discorso del presidente del consiglio ha posto come punto centrale il rafforzamento della sanità territoriale con la realizzazione di una rete di servizi di base (consultori, ospedali di comunità ecc.). Inoltre, ha dato maggior attenzione alla telemedicina e all’assistenza domiciliare integrata.

In questo contesto gli italiani cosa pensano della Sanità nel periodo del Covid-19?

Da un’indagine promossa da Confindustria intitolata: “Salute e sanità al tempo della pandemia. Gli italiani, il servizio sanitario nazionale e le condizioni di salute” è emerso che gli italiani preferiscono ricorrere alle strutture pubbliche (63,9%) per usufruire di prestazioni medico-sanitarie, ma dopo il lockdown un 10% di loro si fida più del privato. Grande è il pessimismo per la gestione dei fondi europei da investire nel sistema sanitario: per oltre il 60% saranno sprecati o ne arriveranno pochi alle strutture ospedaliere sebbene il 30,4% degli italiani sostenga che la Sanità pubblica dovrebbe essere a regia esclusivamente statale.

La nota di pessimismo sulla gestione dei fondi europei dovrebbe rappresentare una sfida per il Governo per rilanciare un piano di investimenti forte per la Sanità del nostro Paese.

Per rispondere a questo straordinario bisogno di salute e di ripresa sociale ed economica bisogna avere uno sguardo al futuro e una programmazione strategica di lungo respiro.

Tra i punti cardine su cui costruire la ripartenza nel nostro Paese, mi soffermo su: salute, scienza e industria.

SALUTE
Negli ultimi anni il nostro Servizio sanitario nazionale ha subito tagli e spending review che hanno reso gli italiani più fragili mentre si cercava il pareggio in bilancio. Bisogna ora tornare ad investire puntando ai migliori standard, promuovere l’aggiornamento del parco tecnologico negli ospedali, potenziare l’assistenza domiciliare attraverso tecnologie per il monitoraggio a distanza, la telemedicina, le app., ecc..

SCIENZA
La ricerca scientifica deve tornare una priorità ponendo maggior investimenti per la scienza e la medicina, finanziando la ricerca di base ed incentivare il trasferimento tecnologico dai centri universitari all’industria.

 INDUSTRIA
L’aumento della complessità normativa-organizzativa e l’alto tasso di innovazione, fattore caratterizzante del settore della Sanità, sta portando le aziende del settore a strutturarsi con nuove figure professionali (basti pensare alla sicurezza, alla privacy e al regolatorio) o avvalendosi di figure consulenziali già formate.

Le aziende, per mantenere la loro posizione sul mercato dovranno sapersi innovare, puntare a quei settori di mercato in forte sviluppo e ridisegnare la propria struttura in modo snello, riflettendo sulle loro finalità ridefinendo gli obiettivi strategici.

Dovranno cogliere le nuove opportunità che si tratti di finanzia agevolata, di investimenti in ricerca e sviluppo, confrontandosi con le nuove regole e i nuovi paletti posti del sistema bancario, scegliere con maggiore attenzione i propri partner commerciali.

Dovranno più che mai avere una gestione di cassa precisa e tempestiva, con figure professionali che sappiano valutare le diverse fonti di finanziamento, analizzare e prevedere le necessità di cassa a breve e medio termine, valutare le capacità economiche-finanziare dei terzi fornitori e clienti.

Infine, e non per ultimo, le aziende fornitrici dovranno farsi saldare i debiti da parte della PA e stabilizzare i pagamenti entro 30 giorni. I ritardi nei tempi di pagamento toccano i 108 giorni e vedono le aziende dei soli dispositivi medici creditrici nei confronti della PA per un totale di 1,9 miliardi di euro.

Le imprese che non sapranno adeguarsi al nuovo contesto saranno escluse
da quella che è stata definita la
Nuova Ricostruzione del nostro paese.

Haruki