Credit Manager Mizuya: “Rinascita 4.0: come accelerare i processi di “transizione” e rilancio del sistema produttivo Italiano”

Credit Manager Mizuya: “Rinascita 4.0: come accelerare i processi di “transizione” e rilancio del sistema produttivo Italiano”

Con Industria 4.0 siamo entrati nella dimensione del cambiamento permanente, il paradigma su cui si vince o si perde. È una sfida che riguarda l’intero ecosistema Italia.  Non solo imprese e lavoratori ma anche le istituzioni, le organizzazioni di rappresentanza, le università e il mondo dell’education.

Il nostro sistema produttivo,  conosciuto e apprezzato nel mondo soprattutto per la manifattura di alta qualità, ha un grande patrimonio industriale che sa essere innovativo e competitivo su scala globale, capace di produrre valore e generare benessere che dobbiamo sostenere e sul quale possiamo costruire la via della crescita strutturale e duratura.

Abbiamo però un “problem setting” da considerare. La dimensione delle nostre imprese è diventata una criticità perché frena gli investimenti in conoscenza e la presenza su mercati esteri. Due componenti essenziali per essere competitivi. La digitalizzazione è una rivoluzione che cambia il rapporto tra la piccola e la grande dimensione: pertanto è prioritario passare da un modello d’impresa tipicamente imprenditoriale a un modello più manageriale.

Più che abilità manuali, occorrerà possedere un bagaglio specifico di capacità continuamente aggiornate e funzionali a sostenere l’evoluzione del business.

Il blue collar 4.0 dovrà essere polivalente e cooperativo, mentre al white collar 4.0 saranno riservati compiti di più alto profilo e con più elevati livelli di responsabilità. Lo scenario complessivo vedrà una forza lavoro multitasking, cooperativa, perfettamente integrata nelle dinamiche produttive e maggiormente coinvolta nei processi decisionali e nelle attività manageriali, in una nuova ottica sempre più  partecipativa.

Tale prospettiva non potrà prescindere, quindi, da un profondo cambiamento della visione del lavoro e dall’adeguamento di alcune regole e dinamiche con un impatto su tutta la catena della creazione del lavoro, partendo dal maggior utilizzo dello smart working alle interconnessioni digitali  che investono sempre più anche i settori più tradizionali.

In questo scenario storico, profondamente ferito dalla crisi sanitaria mondiale, l’azione del Governo Italiano mira al rafforzamento ed all’accelerazione dei processi di innovazione della dorsale produttiva,  mediante un importante  potenziamento degli incentivi per gli investimenti delle imprese in Industria 4.0 nella Legge di Bilancio 2021. Salgono tutte le aliquote (con l’eccezione di quelle relative alla formazione) e si applicano a partire dal 16 novembre 2020. Una sorta di retroattività, visto che la manovra entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio,  prorogando al 2022 gli incentivi.

Le modifiche al credito d’imposta per gli investimenti che vengono effettuati nell’ambito del piano Transizione 4.0 è l’agevolazione  che si applica «a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato».

La misura del credito d’imposta cambia a seconda dell’investimento che viene effettuato (resta la suddivisione già prevista lo scorso anno fra macchinari, software, ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, green, formazione). Ed è prorogata fino al 31 dicembre 2022, oppure al 30 giugno 2023 a patto che l’ordine sia arrivato entro la fine del 2022 con pagamento di almeno il 20%.

Investimenti in software 4.0 compresi nell’allegato B della legge 232/2016: 20% fino a 1 milione di euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto allegato B mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Investimenti in ricerca e sviluppo: l’agevolazione sale al 20% (dal precedente 12%) fino a 4 milioni di euro (attualmente il tetto è a 3 mln).

Investimenti in innovazione tecnologica, design, innovazione estetica: il credito d’imposta sale al 10% fino a un tetto di 2 milioni di euro (prima era al 6% fino a 1,5 mln di euro).

Investimenti per la transizione ecologica o innovazione digitale 4.0: agevolazione al 15% fino a 2 milioni di euro (prima era al 10% fino a 1,5 mln).

Formazione dei dipendenti: qui non ci sono variazioni delle aliquote, ma solo la proroga al 31 dicembre 2022. Il credito d’imposta resta al 30, 40 o 50% rispettivamente per le grandi, medie e piccole imprese, con tetti di spesa pari a 250mila per le grandi e le medie imprese e 300mila per le piccole. La misura del credito d’imposta è comunque aumentata per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

Quanto  sta avvenendo,  ci lascia intuire come il binomio “alta specializzazione/manifattura digitale” sia solo una parte del bagaglio di competenze richiesto al nuovo  mondo produttivo di cui stiamo assistendo. Alla Transizione 4.0 devono accompagnarsi soft skills tipiche di un ambiente di lavoro caratterizzato da un’elevata complessità e flessibilità.

Le capacità  al  repentino adattamento,  all’adozione di modelli organizzativi meno verticalizzati e più orizzontali in cui imprenditori, manager, consulenti, e risorse umane  dovranno  non solo comprendere l’evoluzione e le complessità del mercato, ma anche individuare le migliori soluzioni e dare valore al lavoro in team.

Il management 4.0 dovrà saper mappare per organizzare e interpretare l’enorme quantità di dati prodotti, nonché garantire, in totale trasparenza, la creazione e distribuzione efficace delle informazioni, al fine di adeguare i processi aziendali alla nuova sfida di una domanda di prodotti e servizi che siano al tempo stesso di massa, personalizzati e di standing elevato.

Gaemon