Credit Manager Mizuya:”Caro energia ed il risparmio energetico nelle Aziende Sanitarie”

Credit Manager Mizuya:”Caro energia ed il risparmio energetico nelle Aziende Sanitarie”

La guerra in Ucraina e la crisi energetica con il rincaro dei carburanti e del gas, ha posto le aziende italiane di fronte ad un aumento dei costi consistente, costringendole a porsi come obiettivo nell’immediato le azioni necessarie per razionalizzare al meglio tali costi.

L’adozione di azioni virtuose finalizzate all’efficientamento energetico e l’utilizzo di fonti di energia alternative rappresentano una scelta strategica necessaria per la sostenibilità ambientale ed economica per tutti gli operatori economici e tra questi anche le Aziende Sanitarie.

Il Servizio sanitario nazionale destina alla spesa per l’energia 1,4 miliardi di euro, e si stima che nel 2022 si verificherà un incremento della bolletta energetica pari al 30%, equivalente a circa 500 milioni di euro. Un aumento che graverà sensibilmente sui bilanci delle Aziende Sanitarie Pubbliche, con effetti sul conto economico e sugli investimenti.

Fiaso (Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere) ha stilato un vademecum per promuovere il risparmio energetico indirizzato a tutte le Aziende Sanitarie.

Dieci buone pratiche “a costo zero” da adottare per consentire una riduzione del consumo di energia nelle Asl che vanno dalla nomina dell’energy manager all’implementazione degli impianti di cogenerazione, dal monitoraggio costante delle temperature dei locali ad uso sanitario alla promozione del coinvolgimento diretto dei dipendenti nell’adozione di comportamenti responsabili, come lo spegnimento delle apparecchiature al termine dell’utilizzo ecc..

Fiaso ha stimato che così facendo è possibile ridurre i consumi energetici fra il 10 e il 12%, e grazie ai comportamenti adottati dai dipendenti hanno calcolato che si possono raggiungere percentuali di diminuzione dei consumi dal 6 all’8%.

Tali interventi si muovono nell’ottica di ammortizzare in parte i rincari energetici al fine di consentire la continuità degli investimenti e garantendo sempre il servizio sanitario a noi tutti cittadini.

Non bisogna scordarsi inoltre che stiamo vivendo una fase delicata e di cambiamento dell’intero servizio sanitario nazionale dove il PNRR prevede gli investimenti dedicati ad una significativa riorganizzazione territoriale della sanità; prevedendo standard organizzativi, quantitativi, qualitativi e tecnologici e dove spiccano  figure istituzionali del tutto innovative: casa della comunità, infermiere di famiglia o comunità, unità di continuità assistenziale, centrale operativa territoriale, ospedale di comunità e telemedicina.

Oggi più che mai, resta fondamentale mantenere gli investimenti nella filiera della salute, cioè il complesso dei settori che producono beni e servizi di natura sanitaria, per due ordini di motivi:

In primo luogo, perché dall’attività di tale filiera scaturiscono dei benefici per tutta la collettività sotto forma di migliore qualità della vita;

In secondo luogo, perché essa contribuisce in misura notevole alla formazione della ricchezza nazionale (più dell’11 per cento del Pil dell’intera economia italiana), producendo un elevato volume di reddito, assorbendo una quota rilevante dell’offerta di lavoro qualificata, investendo ingenti risorse nelle attività di ricerca e sviluppo.

Alarico Brunelli
nome in codice Haruki
Credit Manager Mizuya



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